La collezione sudarabica del Museo Nazionale d’Arte Orientale

La ricca e varia collezione sudarabica del Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’ comprende iscrizioni, sculture, rilievi, elementi architettonici, oggetti in bronzo e monete. Questi oggetti rispecchiano l’originalità della produzione artistica dello Yemen pre-islamico. La produzione artistica degli antichi regni sudarabici consiste da un lato di oggetti – come statue, tavole offertorie (fig. 4), altari, bruciaprofumi troni, lastre e iscrizioni votive – connesse con il culto, dall’altro di opere connesse con il mondo dei morti come stele (fig. 5) e statue funerarie.

Fig. 4
Fig. 5

Le iscrizioni commemorative o dedicatorie (fig. 6) sono una fonte diretta per la documentazione delle divinità del pantheon ufficiale, comune al tutto il popolo sudarabico, che includeva anche divinità locali, venerate in particolari contesti o tribù.

Le stele votive sono caratterizzate da un pannello centrale dove è incisa l’iscrizione, contornata da una cornice scolpita con false finestre e dentelli. Negli esemplari più elaborati compaiono anche teste di stambecco o tori, stambecchi accosciati, oltre a tori alati e sfingi ai lati di una pianta sacra di derivazione mesopotamica e persiana.

Statuette a tutto tondo, note come le antenate (fig. 7) appartengono alla fase più antica dell’arte sudarabica (7-6 secolo a.C.). Queste sculture in calcare o pietra tenera furono in gran parte portate alla luce nell’area del Jawf e spesso in contesti funerari. Potrebbero raffigurare i defunti seduti, forse a banchetto, secondo un modello iconografico attestato in Siria all’inizio del I millennio a.C.

Fig. 6
Fig. 7

I corpi massicci, i seggi cubici, la rigida fissità, e la mancanza di proporzioni tra il busto e le gambe, sono elementi tipici della produzione locale di queste statuette.

Ritratti simbolici e stele funerarie erano collocate nelle tombe presso il corpo del defunto insieme ad oggetti di uso quotidiano (ceramiche, gioielli, armi ecc). Le stele funerarie prodotte tra il III secolo a.C. ed il III secolo d.C rappresentano una simbolica e schematica raffigurazione del defunto: alcune sono aniconiche, altre raffigurano solo gli occhi circolari o romboidali, o il volto del defunto inciso o a rilievo o una testa di toro accompagnati da una breve iscrizione

Un altro tipo di stele funeraria databile tra il II e il III secolo presenta scene narrative o di vita quotidiana, raffigurate in una serie di registri, all’interno di una cornice con elementi floreali (fig. 8).

Dopo la conquista dell’impero achemenide da parte di Alessandro Magno, anche l’arte sudarabica subì molte trasformazioni. Molte opere furono importate, ma altre furono prodotte da artigiani locali sotto l’influenza dell’arte ellenistica (fig. 9).



Categories: U00.09- Arabia preislamica

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