Perché si distruggono le statue? Che cosa rappresentano le statue?

ST PAUL, MN – JUNE 10: A statue of Christopher Columbus, which was toppled to the ground by protesters, is loaded onto a truck on the grounds of the State Capitol on June 10, 2020 in St Paul, Minnesota. The protest was led by Mike Forcia, a member of the Bad River Band of Lake Superior Chippewa, who called the statue a symbol of genocide. Protesters also called for justice for George Floyd. (Photo by Stephen Maturen/Getty Images)

Chi ha fatto studi di storia dell’arte sa che dopo la pittura viene la scultura (e infine l’architettura): questa è la gerarchia del prestigio nell’arte occidentale (euro-americana). E scultura fino a un secolo e mezzo fa ha significato statuaria, nella triplice veste di marmo, bronzo e terracotta.In questi giorni si buttano giù o si dissacrano proprio le statue. Un significato ci deve essere, al di là della contingenza socio-politica. Che cosa rappresentava la statuaria? Ci vorrebbe un Hegel per trovare una formula sintetica; si potrebbe forse dire l’eroismo archetipico e fondatore di civiltà. Le statue hanno un qualcosa di totemico, si situano nel centro delle città italiane, nelle piazze importanti, nei crocicchi: rappresentano una segnaletica di valori congelati in materie indistruttibili. Questo siamo noi, questo rappresentiamo noi. E andava benissimo per società stabili: si scolpiva nel marmo, dai Greci a Michelangelo. Classicità significa statuaria apollinea. Nell’Ottocento però le cose cambiano. Le statue sono rappresentazioni consapevoli del nazionalismo identitario. Non dicono più: questo è l’uomo, nella sua grandezza e bellezza. Dicono: questo rappresenta noi, ben diversi dagli altri, che stanno lì fuori, fuori dai confini. In una società come quella attuale in cui si mette di nuovo in risalto la dialettica lacerante “Noi-gli altri”, quel bronzo rappresenta la chiusura della storia.Questo non ci porta a dire che è giusto abbatterle; al contrario, ci porta a dire che il bisogno di arte e di rappresentazione simbolica, inevase nelle nostre società, si sfoga con quella che esalta i simboli del passato. E’ un paradosso. Forse sì.



Categories: A05- Visual Culture

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